Vino e Arte: un abbinamento perfetto

La storia del vino si perde nella notte dei tempi: dagli studi più recenti sembra che le prime vinificazioni siano avvenute 6.000 anni fa nella zona del Caucaso. Fin dalle sue origini, comunque, il vino non è mai stato considerato una semplice bevanda, ma un elemento che doveva essere sempre presente nei momenti conviviali (si pensi al Symposium degli antichi Greci), unitamente a varie forme d’arte come la musica, la danza, la poesia.

Questa compresenza era (ed è) dovuta solo all’ebbrezza, al piacere che il vino dà, o possiamo definire il vino stesso come il risultato di un’espressione artistica?

Il vino è arte?

Se per “opera d’arte” intendiamo, riduttivamente, una creazione dell’inventiva umana che trasmette un messaggio e dona piacere sia alla mente che al corpo, allora non ci sono dubbi: il vino è arte, nella misura in cui esprime il territorio da cui proviene (la sua storia, le sue caratteristiche, la sua interpretazione da parte dell’uomo) e regala sensazioni di benessere psicofisico (naturalmente se assunto con consapevolezza e moderazione!).

Come ogni forma d’arte, quindi, il vino interpreta la realtà e al tempo stesso va a sua volta interpretato, per capirne i contenuti e le sfumature che può far giungere ai nostri sensi.

Un possibile metodo

Normalmente, la descrizione di un vino avviene attraverso l’operato di un sommelier che ne illustra le specificità (colore, profumo, gusto). Tuttavia, anche diversi linguaggi artistici si prestano a quest’opera di “traduzione”: la musica, la danza, la pittura e la poesia in particolare. Il metodo più efficace, in questo caso, è quello dell’assonanza: alcuni aspetti di un vino possono essere richiamati attraverso il suono, il movimento, il segno, l’espressione vocale, come una sorta di rima imperfetta.

La terminologia stessa utilizzata nel descrivere i vini, si presta alla creazione di questi parallelismi: si parla ad esempio di  limpidezza, vivacità, intensità, equilibrio, armonia, … tutti termini ben esprimibili in chiave artistica.

Approfondiremo questo argomento in altri articoli di prossima pubblicazione, nei quali prenderemo in esame una forma d’arte alla volta e il suo rapporto con il vino.

Nel frattempo, volete segnalarci qual è secondo voi l’abbinamento “migliore”? Si aprano le danze (e le bottiglie)!

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