Vademecum dell’eno-turista consapevole

Nel mondo del vino, il grande pubblico dei consumatori sta diventando in questi ultimi anni sempre più esigente, attento, desideroso di informarsi. Non bastano più le guide cartacee, o le campagne pubblicitarie, per convincere a pieno sulla reale qualità e bontà di un vino. Viene ricercata con sempre maggiore frequenza l’esperienza diretta, la visita all’azienda vinicola, in altre parole l’eno-turismo.

Ciò che vale per il turismo in generale, è valido anche per l’eno-turismo: è bene essere preparati e consapevoli, per evitare gli errori tipici del “turista per caso”. Quali sono dunque gli aspetti da tenere presenti? Che cosa chiedere durante la visita al vigneto e alla cantina?

  1. La preparazione della visita

Per scegliere il luogo da visitare, in base ai propri interessi e gusti personali, come prima cosa sarà utile effettuare una ricerca su web, andando a vedere possibilmente il sito dell’azienda: lì potremo trovare già diverse informazioni utili, tra le quali i contatti. Sì, perché un aspetto fondamentale è certamente quello di pre-annunciarsi, anzi, di concordare con l’azienda la data e l’orario migliore per tutti. Ci sono periodi dell’anno, infatti, nei quali le aziende non potranno prestarci la sufficiente attenzione: un esempio per tutti è il periodo delle vendemmie (tra agosto e ottobre, a seconda dei casi), durante le quali (salvo eccezioni espressamente programmate dalle case vinicole) la nostra visita rischia di diventare un “disturbo”. Un buon periodo per visitare un’azienda potrebbe invece essere a fine primavera o durante l’estate, quando i vigneti sono in piena attività vegetativa.

  1. La visita al vigneto

Arrivati all’azienda prescelta, il primo luogo da visitare è senza dubbio il vigneto, perché è da lì che nasce veramente il vino. È da come vengono coltivati e curati il terreno e le viti, che si può capire già molto dell’attenzione alla qualità prestata dall’azienda. A maggior ragione se si tratta di un’azienda a conduzione biologica. In questo caso, essendo ad esempio vietato l’uso di concimi o antiparassitari chimici, può essere interessante chiedere  quali sono gli accorgimenti “naturali” utilizzati nella gestione del terreno o più in generale il perché della scelta del biologico, con tutti i suoi pro e contro in termini di lavorazione della vigna. Ancora, potremo chiedere quali sono le varietà di vite coltivate e il perché di tali scelte: potremo così capire qual è la filosofia produttiva dell’azienda e qual è il suo legame con il territorio e le tradizioni locali.

  1. La visita alla cantina

 Se le modalità di coltivazione del vigneto sono abbastanza regolamentate e precise, soprattutto nel caso del biologico, la lavorazione in cantina (la “vinificazione”) è molto più soggetta a scelte soggettive da parte dell’azienda: si va da chi, per principio, cerca di evitare qualsiasi utilizzo di tecnologia o di prodotti enologici (ovviamente ammessi!) quali i lieviti selezionati o i solfiti, a chi invece cerca di ottenere un buon prodotto anche attraverso questi strumenti, cercando di non snaturare la qualità del vino. Non si tratta qui di giudicare se sia migliore un approccio piuttosto che un altro, ma è importante capire il perché delle scelte che hanno portato al prodotto finale.

  1. La degustazione finale

La visita all’azienda terminerà ovviamente con un momento di degustazione dei vini prodotti: quello sarà il  momento, cruciale, nel quale tutto quanto abbiamo visto, sentito, appreso nel vigneto e in cantina dovrà ritrovarsi nel bicchiere. Al di là dei gusti, che sono sempre personali e dipendono da molti fattori, il vino che andremo a degustare dovrà essere un “testimone” del territorio da cui proviene, dei vari passaggi svolti per ottenerlo. Solo in questo modo la nostra visita avrà avuto un senso pieno e completo.

In conclusione, una visita ad una cantina fatta in un modo così consapevole non potrà che essere un’esperienza arricchente non solo dal punto di vista del divertimento o del gusto, ma anche da quello culturale. Naturalmente, non è solo l’eno-turista a doversi preparare, ma è anche l’azienda vinicola che deve avere le strutture, le capacità e il personale adatti ad accogliere i visitatori. Noi a Neragora stiamo proprio preparando tutto questo: venite presto a trovarci!

E voi, volete raccontarci una vostra visita particolarmente significativa?

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