L’antica Tracia: il vino tra storia e leggenda

La Tracia è una regione che occupa l’area sudorientale della Penisola Balcanica e comprende il nordest della Grecia, il sud della Bulgaria e la Turchia europea. È in questa terra che i Traci, popolo indoeuropeo, si stanziarono fin dal IV millennio a.C.

Cosa ha a che fare il vino con questo pezzo di storia e quali tracce possono essere ancora oggi trovate?

Il vino ai tempi dei Traci

Fin da quei tempi antichi, la coltivazione della vite e la produzione di vino è stata un tratto caratteristico dei Traci: essi vinificavano in vasche di pietra aperte e facevano vini densi e ricchi, che bevevano dalle vasche con delle specie di cannucce. Nei loro riti sacerdotali, i Traci usavano il vino come mezzo di connessione con il mondo dell’aldilà e per predire il futuro.  Furono inoltre i primi ad avere un Dio del Vino: Zagreus, adottato successivamente dagli antichi Greci come il Dio Dioniso (e in seguito dai Romani come Bacco).

Se diamo per valide le recenti ricerche sulle origini ultime del vino, che lo fanno risalire a oltre 6.000 anni fa nella zona del Caucaso meridionale (l’attuale Georgia), possiamo immaginare che i Traci abbiano fatto da “ponte” storico tra i primi vini prodotti dall’umanità e la loro diffusione in tutta Europa, avvenuta grazie allo sviluppo della viticultura da parte degli antichi Greci e grazie all’esportazione delle viti in varie zone europee da parte dei Romani.

Una curiosità: i Greci erano soliti bere il vino allungandolo con acqua, mentre i Traci lo bevevano puro. Pare che Omero abbia narrato che Ulisse, per ubriacare Polifemo e liberarsi, gli abbia offerto proprio del vino della Tracia!

L’eredità dei Traci: il Mavrud

Quali segni rimangono, oggi, di questa antica tradizione? Come spesso succede, soprattutto andando indietro nel tempo, non può esservi certezza “matematica” ma il vitigno a bacca rossa Mavrud, essendo autoctono della regione meridionale della Bulgaria, può essere considerato un’eredità che i Traci ci hanno tramandato.

Il termine “Mavrud” proviene dal greco antico màvros, che significa nero, ma in Bulgaria è anche un nome proprio di persona. Ecco allora che, per capire l’origine del termine, la storia (o meglio, la leggenda) ci viene in aiuto: si narra che nel IX secolo, il re Khan Krum ordinò di espiantare tutti i vigneti. Dopo qualche tempo, un leone scappato da una gabbia si aggirava nelle campagne terrorizzando la popolazione. Un ragazzo, di nome Mavrud, sprezzante del pericolo, diede la caccia alla belva e la uccise. Il re allora volle sapere quale fosse il segreto di tanto coraggio e la madre di Mavrud rispose che in tutti quegli anni aveva conservato una pianta di vite, con cui aveva prodotto vino. Era stato proprio quel vino rosso e potente ad aver forgiato il carattere del ragazzo. Da quel giorno il sovrano ordinò di piantare di nuovo vite in tutta la regione.

Per venire a contatto diretto con tutto questo patrimonio di cultura, storia, enogastronomia, la cosa migliore da fare è… visitare in prima persona le aziende vinicole, come Neragora, che si impegnano da anni nella conservazione e nello sviluppo del territorio e delle tradizioni.

Che cosa vi piacerebbe scoprire ancora di questa terra e dei suoi vini? Contattateci e vi daremo le informazioni necessarie per essere accolti nel migliore dei modi nella nostra struttura ricettiva!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *